giovedì, 15 ottobre 2009,01:35
Questa mattina totalmente inaspettata una sua mail:

"..gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prima ancora che i corpi si vedano.
Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere emotivamente. Gli incontri ci aspettano, ma la maggior parte di volte evitiamo che si verifichino.
Se siamo disperati, se non abbiamo più nulla da perdere oppure se siamo entusiasti della vita, allora l'ignoto si manifesta ed il nostro universo cambia rotta .
P.Coelho  :-)"

La leggo e capisco di essere veramente nei guai.
Potrò cercare di fuggire come ho sempre fatto tutte le volte che vorrò.

Ma non funzionerà.

Questa cosa è troppo, davvero troppo IN CON TE NI BI LE.
author: JillBioskop
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sabato, 19 settembre 2009,20:49
E (ri)scopro un punto morbido di me che davvero avevo dimenticato.

Davvero è bastato solo quel sorriso, una ciocca di capelli biondi e la vivacità di uno sguardo penetrante e curioso?

O c'è dell'altro?

Qualcosa di inspiegabile, come è inspiegabile il segreto delle particelle elementari gemelle?
author: JillBioskop
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martedì, 23 giugno 2009,00:29
Resto sempre un po' sconcertata.

In primis perchè mi sembra che la vita scorra per tutti gli altri ad altissima velocità mentre io resto ferma in una sorta di stasi.
Quasi un limbo.

In seconda battuta perchè ho come l'impressione che questi "altri" travolti dal vortice delle loro esistenze si lascino prendere la mano dalla superficialità del "fare ad ogni costo".

E così le relazioni iniziano e terminano in men che non si dica e nell'ambito di queste si fanno anche scelte importanti che non riguardano solo i protagonisti della storia.

Si cambia donna, si cambia uomo, si archiviano con una scrollata di spalle storie di anni che allora erano classificate come "l'unico grande amore", si trova il sostituto/a si fa un figlio, perchè ad una certa età è ora, perchè lo ha fatto anche l'amico/a del cuore, si fa finta che sia tutto perfetto come nella famiglia del Mulino Bianco..

Sì, è facile darmi della cinica.
Ma provate voi a incontrare vecchi compagni di scuola che vi raccontano in due minuti l'inizio, lo svolgimento e la catastrofe della loro vita matrimoniale con la ragazza di allora che sembrava tanto simpatica e che a partire dal terzo minuto cominciano a battervela.
author: JillBioskop
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domenica, 26 aprile 2009,11:44
Percorro con gli occhi i titoli dei libri, così ordinatamente ben riposti nella mia libreria.
Non so ancora cosa cerco.. fino a quando la mia mano improvvisamente si muove in avanti e afferra l'Etica Nicomachea.

Aristotele.

Ho sempre amato le parole, ma ho imparato anche a guardarmene.
Ho capito che se non hanno fondamento nei fatti sono vuote, vacue, mere esercizi di retorica volte ad ottenere consenso.
Un consenso ben poco duraturo, tra l'altro.

Apro e sfoglio il tomo, cercando tre questioni fondamentali che riemergono in maniera confusa dalla mia memoria filosofica.

Ho bisogno di chiarezza e se non riesco ad ottenerla da TE significa che la troverò altrove:

Il principio costituisce più che la metà del tutto, cioè che per suo mezzo diventano chiare molte delle cose che si vanno cercando.
(Aristotele, Etica Nicomachea, I, 7, 1097a7 - 1098b8, trad. di C. Mazzarelli, Rusconi, Milano, 1993)

L'importanza delle premesse..
Nulla può cambiare una premessa completamente sbagliata e completamente sbagliato è anche l'edificio che si costruisce su di essa: irrimediabilmente destinato al crollo.

Ma soprattutto:

E se uno compie delle azioni in conseguenza delle quali sarà ingiusto, e lo sa, sarà ingiusto volontariamente; né certamente basterà volerlo, per cessare di essere ingiusto e per essere giusto.
Infatti, neppure il malato può diventar sano solo volendolo. E se questo è il caso, è volontariamente che si trova in stato di malattia, in quanto vive da incontinente e non dà retta ai medici. All’inizio, sì, gli era possibile non ammalarsi, ma, una volta lasciatosi andare, non più, come uno che ha scagliato una pietra non può più riprenderla: tuttavia, dipende da lui lo scagliarla, giacché il principio dell’azione è in lui. Così anche all’ingiusto ed all’intemperante all’inizio era possibile non diventare tali, ragion per cui lo sono volontariamente: una volta divenuti tali, non è loro più possibile non esserlo.
(Aristotele, Etica Nicomachea, III, 5, 1113b - 1114a, trad. di C. Mazzarelli, Rusconi, Milano, 1993)

Fu grazie all'Etica Nicomachea che quattro anni fa trovai il coraggio per uscirne, troncare definitivamente con lui e non volerlo più nella mia vita.
Fu grazie ad Aristotele, che dalle pagine mi gridava che ognuno ha scelto e continuamente sceglie ciò che è o ciò che vuole diventare, che smisi immediatamente di giustificare frasi e comportamenti e modi di essere.

Ognuno sceglie e di questa scelta è completamente responsabile.

E cominciai anche ad odiare il relativismo, quel relativismo sbandierato per giustificare azioni, pensieri e comportamenti.

L’uomo virtuoso, infatti, concorda con se stesso, e desidera sempre le stesse cose con tutta l’anima. E, quindi, vuole per se stesso ciò che è bene e tale gli appare, e lo fa (giacché è proprio dell’uomo buono praticare il bene in continuità) e a vantaggio di se stesso (a beneficio dell’elemento intellettivo che è in lui, elemento che si ritiene che costituisca ciascuno di noi): e vuole vivere e conservarsi, e che viva e si conservi soprattutto la parte con cui pensa. Infatti, per l’uomo di valore è un bene esistere, e ciascuno vuole per sé il bene, ma nessuno sceglie di avere tutto a condizione di diventare un altro (giacché anche ora Dio possiede il bene), ma rimanendo ciò che è: e si ammetterà che ciascuno è, o è soprattutto, la sua parte pensante.
(Aristotele, Etica Nicomachea, IX, 3-4, 1165b 22 - 1166a 18, trad. di C. Mazzarelli, Rusconi, Milano, 1993)

Aristotele allora mi salvò ed è a lui che continuamente ritorno per le mie scelte.

Non sei TU a fuggire il tuo presente.
E' il tuo presente, (che non sopporta gli "a che titolo" di convenienza, i paletti e le parole vuote),  che ha deciso di andarsene.

author: JillBioskop
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lunedì, 13 aprile 2009,00:17
Credo di essere l'unica persona al mondo a detestare la primavera.
Fiori ovunque, sole, i primi caldi, i colori brillanti dei prati e il verde dei germogli non mi commuovono.. anzi, mi indispongono.

Preferisco il rosso dell'autunno.
Ma ancora di più il grigio dell'inverno.

E la nebbia che sembra quasi voler celare persino le storture della mia anima.

.. i prossimi saranno mesi molto faticosi ..

Ce la farò?
author: JillBioskop
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venerdì, 10 aprile 2009,22:00
Forse non so più quello che voglio..
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sabato, 27 dicembre 2008,13:07
C'è che sono guarita.
C'è che il periodo più nero della mia vita sta volgendo al termine.
C'è che se le promesse saranno mantenute mi si spalancheranno prospettive che tre anni fa non avrei neanche immaginato.
C'è che ho perso per strada l'insensibilità sentimentale, m'è caduta senza che me ne accorgessi e non ho potuto raccoglierla.

E adesso vado avanti, come un carrarmato.
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sabato, 27 settembre 2008,20:27
Hank Moody è la spiegazione, il prototipo e anche l'esemplificazione.
Quello che io non ho mai, mai  e dico mai voluto ne' capire ne' giustificare.

Così totalitaria e così miope.
Così ingenua.

Non sono i corpi la cosa che più conta.
La cosa più importante è l'idea.

Quella che ho voluto spezzare.
Quella che ho oscurato.
Quella che non c'è mai più stata (on line).
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venerdì, 01 agosto 2008,22:56
Ogni tanto la considerazione attraversa la mia mente, come un fulmine inaspettato.

E in quei momenti mi si disegna sulla faccia un sorriso beffardo.

Credi davvero che sia umanamente possibile innamorarsi di "uno come te"?
Ci si innamora dell'idea che tu stesso sei così abile a lasciar intendere di te.
Ma quando, al minimo soffio di vento, l'incantevole e falso paravento rovina a terra si fugge via, inorriditi.

La faccenda prende, per me, un aspetto particolarmente divertente alla certezza della tua consapevolezza di quello che sei..


author: JillBioskop
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mercoledì, 16 luglio 2008,00:33
Prof: Lei ha già pensato con quale dipartimento e con quale docente vorrebbe laurearsi? *
J.B.:  NO.
Prof: Non ha nemmeno un'idea?
J.B.:  SI.
Prof: ah!! e ..??
J.B.:  Con il VOSTRO dipartimento NO. MAI. Piuttosto LA MORTE NERA.
Prof: Arrivederci.

In effetti annoverare tra le proprie fila di laureandi in media uno studente a lustro, dal mio punto di vista, è essere un po' alla frutta.

Peccato non si chiedano il perchè ma forse non sono in grado di capirlo.
Voler avere sempre a tutti i costi a che fare solo con la forma trascurando i contenuti, dopotutto, può comportare qualche spiacevole conseguenza collaterale.

Kripke ad esempio - osannato come un genio dai suoi paria - dedicò tutta la sua vita a studiare Leibnitz, concentrandosi solo ed esclusivamente sulla forma e non capendo assolutamente nulla di nulla dei contenuti (soprattutto morali ed etici) della sua filosofia.

Ma del resto mi sono fatta l'idea che la cosiddetta "filosofia analitica" (il minuscolo in segno di disprezzo) rispecchi molto bene i contenuti (inesistenti) e la "forma" della politica italiana.



* La richiesta è rivolta a tutti gli studenti che si siedono al banco dell'esaminatore, un po' quasi come certe "questue parrocchiali"....
author: JillBioskop
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